Aveva gli occhi azzurri,lo sguardo accattivante
di chi nella vita ne ha passate tante.
Piano piano veniva ad aprire la porta,
ci sedevamo intorno al braciere e
il nostro era un bel tacere.
Col palettino color oro girava la brace,
a star con lei mi sentivo il cuore in pace.
Al nonno Peppe, alla numerosa prole e
al commercio dei tessuti
aveva dedicato la sua esistenza
che ora dei ricordi ne erano l'essenza.
Aveva visto attraversare due feroci guerre e
la sua tempra coraggiosa e forte
l'aveva scampata dalla morte.
Le era rimasta una intima paura,
forse a causa dei bombardamenti,
nei temporali estivi pieni di tuoni e di saette,
veniva a rifugiarsi a casa mia,
da suo figlio Michelino in uno sgabuzzino.
Passato il temporale io l'avvisavo e
lei rinfrancata e con candore diceva
sia fatta la volontà del Signore.
A tutti i suoi figli voleva bene,
la prediletta però era zia Maria,
unica femmina che fino alla morte
le ha tenuto compagnia.
Un ultimo ricordo assaporo volentieri,
mi preparava delle uova al tegamino
con dentro la scamorza e il peperoncino.
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