L'ho conosciuto una mattina
mentre si svegliava su una panchina.
Barba lunga, capello arruffato
sembrava uno zombi semiaddormentato.
Mi guardava senza chiedermi niente,
le mani fruganti nello sgualcito pantalone
forse cercavano un mozzicone.
Col suo sguardo trasognato e assente
borbottava parole incomprensibili verso la gente.
Improvvisamente, non me l'aspettavo,
mi ha lanciato un sorriso senza denti
eravamo tutte e due contenti.
Da quel giorno, ogni mattina,
passo a trovarlo alla sua panchina.
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