sabato 13 novembre 2010

Non c'erano ancora i telefonini

Chiudevo le porte della cabina infilavo il gettone,
formulavo il numero del cuore per parlare col mio amore.
Capitava che parlassi per troppo tempo,
qualcuno spazientito bussava inviperito.
Non capivano che quel mio indugiare era vitale per amare.
Entravo in cabina più volte al giorno
era diventato quasi un soggiorno.
Con la pioggia o col sole, con la neve o con il vento
lì trovavo pace come in un convento.
Oggi tutto è più facile, il telefonino è nel taschino.

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