Da bambino a Minervino giocavo
a palla prigioniera e a nascondino,
in ripida discesa dal Faro a San Michele,
su una biciclettina tutta sgangherata,
sentivo l'aria tagliarmi il viso
dov'era stampigliato sempre un bel sorriso,
le gare con i compagni,
le lunghe corse a perdifiato
in primavera capriole sul prato.
Con un pizzico d'incoscienza,
accanto l'Angelo Custode,
senza paura la vita ogni giorno un'avventura.
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