giovedì 19 maggio 2011

Ta terat u camiott

Ogni tanto capitava di lasciare il banco vuoto
poca voglia di studiare
tanta voglia di giocare,
professori esigenti che non eran mai contenti,
vivevamo l'adolescenza con la tipica incoscienza.
Specie quando splendeva il sole
all'angusta auletta si optava per l'aria aperta.
Fumavamo di nascosto le dannate sigarette,
col patema di essere scoperti
si pensava già al domani, al libretto delle assenze,
alla firma da falsificare per giustificare.
Nel comune gergo facevamo filone, marinavamo la scuola,
facevamo sega, bigiavamo.
In dialetto Minervinese " ta terat u camiott ".

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