E' un mattino d'autunno inoltrato
assaporo l'aria pregna d'umidità
sotto un pero ormai ingiallito.
Su uno spesso strato di variopinte foglie
volgo i miei passi, immergo i miei pensieri.
Mi sento fragile come il pero
con i suoi rami ormai secchi
che aspettano d'affrontar il gelo dell'inverno.
Sui miei desideri già coperti di foglie
scenderà la neve a coprir le ultime voglie.
Il tronco rivestito di corteccia cadente
fa da specchio alle mie rughe,
mi vien voglia di abbracciarlo,
con i suoi rami mi fa coraggio
come fratello di sventura,
sento che mi parla sottovoce
mi promette a primavera fiori e frutti
a condizione che i miei pensieri non sian più brutti.
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