Un vuoto esistenziale m'avvolge
distende il suo grigio tappeto
sul mio camminare
imperterrito continuo il mio peregrinare,
tutt'intorno è vociare,
moltitudine anonima
non s'accorge di me,
allungo i miei passi
vado avanti spedito
per inerzia vitale.
Da sotto un ponte
mi giunge un grido d'aiuto,
mi fermo a guardare
vedo un uomo impaurito,
corro da lui,
lo prendo per mano
dalle acque del fiume
lo porto lontano.
Il destino ha voluto
che sul mio inutile camminare
ci fossero due uomini da salvare.
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