E a volte capita
di restare lì da soli al buio
a scrutare i fantasmi
che alimentano
le ataviche paure.
Si rimane lì assorti
e un pò in confusione
sembra di stare inginocchiati
in un confessionale
a confessare a se stessi
le difficoltà che s'incontrano
nella ricerca d'un equilibrio esistenziale.
I pensieri corrono velocissimi
s'affacciano ricordi lontanissimi
immagini d'un bambino
che nelle notti scure
nel sentire l'ululato del vento
e il verso della civetta
s'infilava nel lettone di mamma e papà
scappando dalla sua cameretta.
Quando la realtà prende il sopravvento
per quel giorno l'autoanalisi è finita,
non è costata niente,
e per un breve lasso di tempo
il subconscio si è accostato alla mente.
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