T'aspettavo,
eri in ritardo,
sentivo crescere in tutto il mio essere
un incessante desiderio di te,
più il tuo ritardo aumentava
più il desiderio si trasformava
in paura di perderti.
Dovevo reagire
non potevo restare lì
a logorarmi l'anima,
dovevo auto convincermi
che era solo un banale ritardo
dovuto a cause fortuite.
Ho pensato
che mi ero ridotto proprio male
se appena al secondo appuntamento
davo segni di palese innamoramento.
Guardando il cielo
nella serata piena di stelle
mi è venuto spontaneo
innalzare una preghiera,
ho pregato che arrivassi.
Sei arrivata puntuale e serena
e ho dovuto prendere atto
che il mio vecchio orologio
per la prima volta m'aveva tradito.
Nessun commento:
Posta un commento