Dopo tombali silenzi d'incomprensione
c'è un moto dell'anima
che libera le parole dalla clausura,
come da bocca di fuoco di cannone
escono cascate di frasi liberatorie.
Stupiscono chi le pronuncia
non si è più capaci di fermarle,
sono parole che feriscono,
umiliano, offendono,
sono parole capaci di far naufragare
il mare della convivenza civile.
E' rivoluzione dell'anima e della mente
inesorabilmente conduce
alla conflittualità permanente.
Solo il trascorrere del tempo
potrà far intravedere barlumi di luce
e con pazienza ricucire gli strappi
per una riconciliazione
o una definitiva separazione.
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